Omografi

tasso-animaletasso
Storie, racconti e amenità varie di Ugo Tartarugo.
Parlerò di omografi.
Cominciamo con le parole difficili. Dirà qualcuno. Sperando che qualcuno legga queste rubriche. Si comincia con “omografo” e si finisce con “precipitevolissimevolmente”.
Di questo passo rischio di perdere i pochi lettori che ho e Giccì mi toglie l’incarico.
Abbiate pietà, non abbandonatemi. Tengo famiglia. Nel senso che devo nutrire i pidocchi che ospito nella mia folta barba. Solo molto voraci.
Omografo per chi non lo sa, io nono lo sapevo fino a pochi minuti fa (ho fatto la scoperta dell’acqua calda, lo so), è una parola che presenta la stessa scrittura (e talvolta anche la stessa pronuncia) di un’altra ma di significato diverso (es. “ancora, sost. f., e ancóra, avv.)

Tranquilli non voglio farvi una lista degli omografi, quelli li potete trovare sul dizionario o così mi hanno detto.
Quello che vi propongo è un gioco con gli omografi.

Il gioco consiste nel cercare degli omografi e di scrivere delle frasi-storia che li contengono. Spiegando dopo il significato di ognuno di essi.

Per dare la prima spinta vi faccio un esempio con la parola “Tasso”.

“Tasso” ha ben 4 omografi. Se poi ci mettiamo che è anche un cognome si arriva a 5 significati diversi.

Le frasi-storia alle quali ho pensato sono:

“Ieri è morto il tasso1 sotto il quale riposava il Tasso2 in compagnia del suo tasso3. Un scultore, incaricato di erigere un monumento sul luogo ha dichiarato: «Con il tronco ne farò un tasso4.». Sembra che la decisione dell’artista riceverà un basso tasso5 di gradimento.”

Note di spiegazione:
1 – Arbusto delle conifere con foglie piatte, appuntite, velenose e bacche rosse.
2 – Torquato Tasso (1544-1595) autore della “Gerusalemme liberata” (questo per chi non se lo ricordasse).
3 – Mammifero dei carnivori.
4 – Incudine quadrangolare, privo di lingua e corno, usato da fabbri e calderai.
5 – Indice numerico dell’andamento di un fenomeno nel tempo.

cocca-nave

Crepi l’avarizia e vi faccio un altro esempio. Questa volta con “Cocca”.

“Cocca” ha 6 omografi.

Le frasi-storia:

“La cocca1 se ne stava a dormire su una poltrona, placida come una cocca2, sul ponte della cocca3. In grembo aveva un fuso con una cocca4 consumata. Le ho messo una mela in testa, mi sono allontanato di dieci passi e ho cercato di colpire la mela con una freccia. Purtroppo la cocca5 era difettosa e non ho colpito la mela. Metterò un nodo ad una cocca6 del fazzoletto:- «Ricordare di controllare sempre la cocca5 prima di tirare le frecce».”

1 – Appellativo che si rivolge a una figlia, una nipote, una bambina in genere, cioè «pulcina». È esteso agli adulti con intenzione ironica. Anche persona prediletta: “Cocca mia!”.
2 – Gallina. Da un onomatopea infantile.
3 – Grossa nave da trasporto medioevale con alberi e vele quadrate.
4 – Ingrossamento alle due estremità del fuso per tener fermo il filo.
5 – Tacca della parte posteriore della freccia, sulla quale si incastra la corda dell’arco.
6 – Parte estrema, angolo, lembo di tessuto, di un indumento ( fazzoletto, tovaglia, giacca,…). “Annodò una cocca del fazzoletto per ricordarsi dell’appuntamento.”
Spero che il gioco vi piaccia. Buon divertimento.

Ugo Tartarugo

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