San Valentino

edgar-allan-poe
Storie, racconti e amenità varie di Ugo Tartarugo
San Valentino.

Questa volta tocca alla festa più sdolcinata del calendario. Dalla premessa si deduce il mio gradimento.

Visto che ho sufficiente mano libera cerco di celebrarla alla mia maniera.

Vi propongo alcune “valentine” scritte da uno dei più famosi poeti dell’800. Edgar Allan Poe.

Lo so che è famoso soprattutto per i suoi romanzi e racconti del fantastico e del terrore. Pochi sanno che ha scritto anche delle poesie d’amore e offerto delle “valentine” alle sue amiche poetesse.

Ve ne propongo alcune.
To F-s. O-d

Thou wouldst be loved? – then let thy heart

From its present pathway part one!

Being everything which now thou art,

Be nothing which thou art not.

So with the world thy gentle ways,

Thy grace, thy more than beauty,

Shall be endless theme of praise,

And love – a simple duty.

 

(1833? – 1845)

 

A F-s. O-d

 

Vorresti essere amata? – E tu fa’ che il tuo cuore

non si discosti dal sentiero di ora!

Essendo ogni cosa che ora tu sei,

non esser mai altro che non sei.

Così i tuoi cortesi modi di vita,

la tua grazia, la tua più che bellezza

saranno un tema d’elogio senza fine,

e l’amore – non altro che un puro dovere.

 

Poe « adattava » spesso per donne diverse i poems che scriveva.
Questo, scritto dapprima per la cugina Elizabeth Rebecca Hetring, fu
poi dedicato alla poetessa Frances Sargent Osgood, che il poeta conobbe nel 1845 dopo averne ammirato e lodato i versi. Ebbe così inizio
un’affettuosa amicizia, con vari incontri e reciproco scambio di versi.
La Osgood, moglie del pittore Samuel Osgood, viveva separata dal
marito. Morì nel 1850, un anno dopo la morte di Poe, i suoi Poems
furono pubblicati a cura di Rufus W. Griswold. lo stesso che curò
anche la prima edizione delle Works di Poe.

 

A Valentine

 

For her this rbyrne is penned, whose luminous eyes

Brightly expressive as the twins of Laeda,

Shall find her own sweet name, that, nestling lies

Upon the page, enwrapped from every reader.

Scarch narrowly the lines! – they hold a treasure

Divine – a talisman – an amulet

That must be worn at heart. Search well the measure

The words – the syllables! Do not forget

The trivialest point, or you may lose your labor!

And yet there is in this no Gordian knot

Which one might not undo without a sabre,

If one could merely comprehend the plot.

Enwritten upon the leaf where now are peering

Eyes scintillating soul, there lie perdus

Three eloquent words oft uttered in the hearing

Of poets, by poets – as the name is a poet’s, too.

Its letters, although naturally lying

Like the knight Pinto – Mendez Ferdinando –

Still form a synonym for Truth – Cease trying!

You will not read the riddle, though you do the best

you can do.

(1846-1849)

 

Una valentina1

 

È scritta questa rima per colei i cui occhi

lucenti ed espressivi come i gemelli di Leda2,

troveranno il suo stesso dolce nome annidato

sulla pagina, celato ad ogni lettore.

Osservate i versi attentamente! Vi è in essi

un tesoro divino – un talismano – un amuleto –

che si deve portare sul cuore. Osservate poi

il metro – le parole – le sillabe!

Nulla si tralasci, o sarà vana la fatica!

E non v’è, nondimeno, nessun nodo gordiano

che senza una spada non potreste disciogliere,

se solo n’afferraste il soggetto.

Tracciate sul foglio, scrutate da occhi

in cui l’anima balena, s’ascondono, perdues3,

tre parole eloquenti, spesso dette e spesso udite

da un poeta a un poeta – e d’un poeta è anche il nome.

Le sue lettere, benché ingannino, ovviamente,

come il Cavalier Pinto – Mendez Ferdinando4

sono, invece, sinonimo del Vero. – Ora basta!

Pur facendo del vostro meglio, non sciogliereste

l’indovinello.

 

 

1 – Le valentines sono i biglietti con frasi augurali, versi, disegni,
ecc. che, seguendo un’antica tradizione, la gente, e soprattutto gli innamorati, si scambiano nel « Valentine’s Day », nel giorno di San Valentino, il 14 febbraio. Poe scrisse questa Valentina nel 1849 per
Frances Sargent Osgood: il nome si ricava leggendo, nel testo inglese, la prima lettera del primo verso, poi la seconda dei secondo, e
così via.

2 – Cioè Castore e Polluce, mutati nella costellazione dei Gemelli.

3 – Perdues: nel senso di «nascoste».

4 – Ferdinando Mendez Pinto (1509-1583), viaggiatore noto per la
sua tendenza ai resoconti fantasiosi e «inverosimili».

 

To M. L. S. –

 

Of all who hail thy presence as the morning –

Of all to whom thine absence is the night –

The blotting utterly from out high heaven

The sacred sun – of all who, weeping, bless thee

Hourly for hope – for life – ah! above all,

For the resurrection of deep-buried faith

In Truth – in Virtue – in Humanity –

Of all who, on Despair’s unhallowed bed

Lying down to die, have suddenly arisen

At the soft-murmured words, «Let there be light!»

At the soft-murmured words that were fulfilled

In the seraphic glancing of thine eyes –

Of all who owe thee most – whose gratitude

Nearest resembles worship – oh, remember

The truest – the most fervently devoted,

And think that these weak lines are written by him –

By him who, as he pens them, thrills to think

His spirit is communing with an angel’s.

(1847)

 

A M. L. S1

Per quanti in te salutano il mattino, se tu appari,

per quanti è come nera notte la tua assenza –

quasi che del tutto si cancellasse dall’alto cielo

il sacro sole – fra quanti caramente in ogni ora

t’elogiano per le speranze, la vita e oh, ancor più,

per il risorgere in essi d’una già sepolta fede

nel Vero – nella Virtù – nell’Umanità –

fra quanti giacenti nel triste letto d’afflizione

già vicini a morire, si levarono d’un tratto

alle tue parole soavemente mormorate «Vi sia la luce!2»,

alle tue parole soavemente mormorate che s’adempiono

nel serafico balenar del tuo sguardo –

fra quanti, a te più grati, più son disposti

a riverente adorazione, oh, ricorda il più sincero,

il più fervente, il più devoto, e pensa

che da lui questi gracili versi furono scritti –

da lui che, tracciandoli, già trema nel pensare

che s’accomuna il suo spirito a quello d’un angelo.

 

1 – Profondamente religiosa e dedita a opere caritativo-sociali, la signora Marie Louise Shew frequentò la casa dei Poe a Fordham durante
la malattia di Virginia, ed ebbe poi cura anche di Edgar piombato in
uno stato di grave prostrazione dopo la morte della moglie. Poe le inviò
questi versi per il « Valentine’s Day » del 1847.

2 – Il fiat lux di Gen., I, 3.

 

Buon San Valentino.

 

Ugo Tartaruga

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